FORMAZIONE PER LA SICUREZZA: COME DEVE ESSERE UN FORMATORE

formazione per la sicurezza

Il mondo del lavoro è in continua evoluzione e la formazione per la sicurezza è parte integrante di questo progresso. La componente formativa è necessaria alle imprese, e noi di Gruppo Minerva crediamo fortemente che possa considerarsi buona solo quando il formatore è ottimo.

La domanda a cui vogliamo rispendere, quindi, è questa: come si distingue un formatore veramente bravo?

Formazione per la sicurezza e il ruolo dei formatori

La formazione per la sicurezza è un obbligo di legge, la normativa non fa sconti, anzi multa in maniera molto salata chi cerca di aggirare questi oneri per i datori di lavoro.

Senza entrare in tecnicismi e complessità del caso, la formazione minima tiene in aula per 8 ore, durante le quali è normale che l’attenzione possa calare o che gli alunni possano non apprendere tutto a pieno. Molto di questo dipende dall’abilità del formatore.

Chi dovrà occuparsi della formazione per la sicurezza è, ovviamente, una persona che non può intrattenere il suo pubblico con lo stesso approccio di un commediante, ma può riuscire a tenere viva l’attenzione.

Quali sono le abilità di un formatore?

Un formatore, già di per sé deve essere una figura capace di comunicare, tenere viva quella che una volta si chiamava “ars oratoria”. Per comunicare efficacemente bisogna innanzitutto tener viva l’attenzione di chi ascolta, coinvolgerlo in modi che possano stimolare l’apprendimento e, quindi, in quel poco tempo, tessere quel rapporto alunno-insegnante che da sempre caratterizza l’istruzione. Se il formatore restasse seduto tutto il tempo, non desse tempo e spazio alle domande o fosse lui stesso a non porle ai propri discenti, il corso sarebbe sicuramente una catastrofe per l’attenzione.

Oltre a mantenere viva l’attenzione, nella formazione per la sicurezza abbiamo imparato che è importante sapere con chi stai comunicando. Risulta ovvio che, se i signori seduti davanti a noi è la prima volta che si interfacciano con una materia come la sicurezza sul lavoro, per quanto esperti nel loro campo, non apprezzerebbero a pieno tutto il vocabolario ricco di tecnicismi di un formatore navigato.

Il saper semplificare e rendere un concetto smart, poco macchinoso e spigoloso, è sicuramente un modo per poter offrire una formazione ad alto il livello. Per fare ciò si usano gli esempi e le metafore che riescono ad evidenziare una situazione comune e rendere palese un concetto.

Sapere, saper fare e saper essere

I tre capisaldi del buon formatore, che svolge formazione per la sicurezza sono sapere, saper fare e saper essere. Il sapere è inteso nella sua accezione comune, quindi proprio l’essere a conoscenza della teoria e del quadro generale a cui si fa riferimento.

Quando si parla di saper fare, è una conoscenza pratica del proprio ruolo e l’applicazione del primo punto, cioè della teoria.

Il saper essere è una consapevolezza del proprio ruolo e porta il formatore ad una forma riflessiva che ne stabilisce il ruolo e l’obiettivo in funzione dei primi due punti.

Avete domande da farci oppure avete bisogno di corsi di formazione professionali? Contattateci subito!

 

Gruppo Minerva

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