La contraffazione alimentare è un reato

La contraffazione alimentare è un reato sempre più esteso, si tratta della vendita di un prodotto spacciato per un altro molto simile.

Alcuni esempi istantanei sono la margarina venduta come burro, ma si può trattare di contraffazione del luogo d’origine, come ad esempio per i prodotti provenienti da altri paesi ma che vengono spacciati per nazionali.

Chi produce e vende prodotti contraffatti, lo fa generalmente per migliorare l’introito, per aumentare i ricavi e abbassare i costi.

Contraffazione alimentare, rischi per i consumatori

Il consumatore finale e le aziende concorrenti, potrebbero considerarsi come parte lesa.

Il consumatore potrebbe risentirne sotto l’aspetto della salute, magari incontrando degli allergeni che ignora, ma se invece, quest’ultimo, dovesse accorgersene, il danno sarebbe per il produttore.

Le aziende concorrenti, messe all’angolo dall’abbassamento dei ricavi, potrebbero decidere di pareggiare i rivali abbassando la qualità dei loro prodotti, portando il mercato ad offrire solo prodotti di scarsa qualità.

In altri termini è considerata l’adulterazione alimentare, questa, infatti, consiste nella modifica di alcuni elementi del prodotto per migliorarne:

  • Forma.
  • Colore.
  • Impatto visivo.
  • Sapore.

I rischi dell’adulterazione non sono elevati, ma potrebbero comunque comportare delle situazioni sconvenienti, che potrebbero non far piacere al consumatore finale.

Alterazione alimentare: rischi

L’alterazione alimentare invece riguarda il deterioramento del prodotto, non attribuibili all’uomo bensì al deterioramento organico dell’alimento.

I danni a breve termine riguarderebbero:

  • L’economia e Il P.I.L. dei paesi coinvolti.
  • Il fatturato delle aziende che concorrono in modo onesto.
  • Il consumatore finale.

Ma a lungo termine il danno sarebbe proprio del produttore, perché se le bugie hanno le gambe corte i prodotti contraffatti non ne hanno proprio.

Anzi, quando si scopre che un prodotto non è all’altezza della qualità richiesta dai consumatori, questi cessano man mano di acquistarlo, come è successo con i prodotti contenenti olio di palma.

La guerra alla contraffazione è già in atto, le armi usate per sconfiggerla sono:
• Il Nucleo Anti Sofisticazione dei Carabinieri.
• La richiesta sempre più alta di certificati di qualità.
• Bollini di riconoscimento. (IGP, DOC, DOP)
• Inasprimento dello sanzioni.
• Obblighi Normativi sull’origine del prodotto.

Le sanzioni che si rischiano per la contraffazione sono sia penali sia amministrative, come specifica il codice penale agli articoli 473 e 472.

Per non rischiare di incappare in prodotti contraffatti vi consigliamo:
• Tenere conto del rapporto qualità prezzo.
• Controllare le etichette ed i bollini apposti, che siano chiari e ben visibili.

Ricordate sempre, che la qualità non è un accessorio.

 

Sorgente immagine di copertina: http://www.viniesapori.net/articolo/coldiretti-a-tavola-la-contraffazione-la-piu-temuta-da-60-italiani-2210.html

Gruppo Minerva

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