Antincendio a Scuola: i termini per l’adeguamento

Il 12 maggio 2016 è stato pubblicato il Decreto ministeriale, che regola l’adozione di misure antincendio per degli edifici scolastici. La materia è molto delicata perché va a toccare questioni inerenti la sicurezza di bambini e ragazzi in ambienti che, per loro natura, dovrebbero proteggerli e tenerli al sicuro. Il Decreto emanato è entrato in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione ed indica, in maniera esaustiva, i termini per l’adeguamento antincendio delle strutture scolastiche nel territorio italiano.

Adeguamento antincendio delle scuole: le tempistiche

Vediamo insieme i punti focali del Decreto della pubblica istruzione per l’antincendio a scuola.

L’Art. 1  si occupa dei termini che debbono essere rispettati da edifici scolastici e locali adibiti a scuole esistenti prima dell’emissione di questa disposizione. A livello temporale, queste strutture sono chiamate ad attuare le misure antincendio:

Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto tutte le scuole attuano le misure previste dai punti 7.0, 8, 9.2, 10 e 12 del DM 26/8/1992. Riassumiamo di seguito quanto affermato da questi punti.

7.0. Impianti elettrici. Gli impianti elettrici devono essere realizzati in conformità con quanto affermato dalla legge del 1° marzo 1968 n. 186. Ogni scuola deve essere dotata di interruttore generale in grado di togliere la tensione all’intero impianto elettrico. Questo pulsante deve avere un comando di sgancio a distanza e deve essere posto vicino all’ingresso e ben segnalato.

8 Sistemi di allarme. Le strutture scolastiche devono avere un sistema che sia in grado di avvisare docenti ed alunni in situazioni di emergenza.

9.2. Estintori. Questi strumenti di sicurezza devono avere una capacità non inferiore 13 A, 89 B, C di tipo approvato dal Ministero dell’interno. Dovrebbe esserci un estintore ogni due metri quadrati e almeno due per piano.

10 Segnaletica di sicurezza . Per espletare questa funzione si debbono tener presenti le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982 n. 524.

12 Norme di esercizio. Dovrà essere istituito un registro dei controlli e degli interventi agli impianti elettrici, di illuminazione, ai presidi antincendio e a tutti i vari dispositivi inerenti la sicurezza nella scuola. Questo documento andrà aggiornato continuamente e dovrà essere reso disponibile all’autorità competente se richiesto.

Entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto, le scuole dovranno rispettare i punti 2.4-3-4-5-6.1-6.2-6.3-6.4-6.5-6.6-7.1-9.1-9.3 del DM 26/8/1992. Tra questi ricordiamo:

3.1. Reazione al fuoco dei materiali. Qui si deve tener presente il decreto ministeriale 26 giugno 1984 (supplemento ordinario alla G.U. n. 234 del 25 agosto 1984)

5 Misure per l’evacuazione in caso di emergenza. Secondo quanto disposto dal DM, il massimo affollamento è di 26 persone per aula. Qualora ci fosse una diversa concentrazione, l’indicazione del numero di persone dovrà risultare da apposita dichiarazione.

6.3.0. Impianti di produzione di calore. In questo punto vanno seguite le norme per la prevenzione degli incendi, tra cui quella di non riscaldare gli ambienti con stufe funzionanti a combustibile liquido o gassoso.

7.1. Impianto elettrico di sicurezza. Le  scuole  devono  possedere un impianto  di  sicurezza  alimentato  da  sorgente apposita e distinta da quella ordinaria.

9.1. Rete idranti. Le scuole devono essere dotate di una rete di idranti costituita da una rete di tubazioni realizzata preferibilmente ad anello.

Qualsiasi edificio scolastico che sia in possesso di un certificato di prevenzione incendi, in corso di validità, o sia stata presentata la segnalazione certificata di inizio attività di cui all’art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, è esente da questi adeguamenti.

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Gruppo Minerva

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