Tesi metalli pesanti nelle chiocciole

Siamo fieri di presentarVi la nostra tirocinante Diana Laurelli, che si è laureata il 23 Novembre 2016 esponendo la sua tesi dal titolo: Rischio di assunzione di Cd, Pb e As tramite il consumo di Chiocciole.

Diana è stata una studentessa nella classi del dottor Paolo Ballini (Relatore della tesi) e del dottor Simone Marchi, entrambi docenti presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma, nonché, soci del Gruppo Minerva.
La tesi, per altro sperimentale, tratta della legislazione in merito all’allevamento delle chiocciole a scopi alimentari e degli inerenti rischi derivanti dai metalli pesanti dell’alimentazione di esse.
Come cita Diana nell’introduzione:

Con la presente tesi si vuole verificare la possibile esposizione a Cd, Pb e As tramite il consumo di chiocciole derivante dalla mancanza di controllo dei contaminanti nella filiera produttiva dell’elicicoltura. Al momento infatti, la chiocciola non è stata inserita nel Regolamento 1881 del 2006, che definisce i tenori massimi dei principali contaminanti alimentari, nonostante i molti studi che dimostrano la pericolosità di questa specie nell’accumulare sostanze chimiche in breve tempo.

Lei stessa indica la mancanza di una regolamentazione specifica, per quanto si soffermi nell’elencare i regolamenti della Comunità Europea più affini all’argomento.

La descrizione riguardante i rischi per i consumatori che ingeriscono lumache si è divisa in due:
• Rischio Biologico.
• Rischio Chimico-Fisico.

Mentre per i rischi riguardanti i dipendenti la lista è un pochino più lunga.
1. Movimentazione Manuale dei Carichi (di gabbie e confezioni dei prodotti);
2. Rischio incendio;
3. Stress-lavoro correlato;
4. Vibrazione, per l’utilizzo di attrezzi agricoli e, in caso di attrezzature elettromeccaniche;
5. VDT, videoterminali, ove presenti;
6. Radiazioni ottiche naturali, negli allevamenti all’aperto, per i lavoratori con mansioni che necessitano di passare molte ore al sole;
7. Rumore, se utilizzati strumenti elettromeccanici;

Le specifiche della tesi definiscono come il rischio possa arrivare al consumatore finale:

I metalli pesanti presenti nel sistema ambiente possono trasferirsi nella catena alimentare passando dal suolo ai vegetali e, attraverso essi, agli animali erbivori e all’uomo. Il terreno è un accumulatore di metalli pesanti ma la loro mobilità dipende da un alto numero di variabili.

Per questo la proposta della tesi è chiara, un progetto di educazione sanitaria diviso in punti:

1. Analisi dei problemi e dei bisogni: raccolta di dati demografici e socio sanitari; rilievo di bisogni individuali e di gruppo;
2. Programmazione: identificazione delle soluzioni possibili e dei criteri di valutazione dei risultati;
3. Attuazione dell’intervento: realizzazione delle soluzioni prescelte;
4. Valutazione dei risultati raggiunti: verifica del programma attuato tramite i criteri di valutazione fissati;

Le conclusioni di Diana infine sono:

Questo studio ha analizzato la situazione di esposizione in Italia ai contaminanti e in particolare quella da Cd, Pb e As. Sono stati considerate le caratteristiche di suolo, piante ed degli animali che influenzano il bioaccumulo lungo la catena alimentare, considerando i rischi per l’uomo. Sono stati approfonditi gli effetti di questi metalli sull’uomo e si è stimata la quantità dei consumi. Lo studio della tossico-dinamica dei contaminanti chimici ha dimostrato come l’accumulo avviene principalmente all’interno dell’epato-pancreas dell’animale ed è stato appurato che la maggior parte dei consumatori mangia la chiocciola nel suo intero. Avendo dimostrato quanto sia frequente che i terreni agricoli siano oltre la soglia di contaminazione permessa dai limiti attuali, si è dimostrato necessario un intervento. L’intervento consigliato è l’attuazione di un progetto di Educazione Sanitaria finalizzata alla comunicazione del corretto iter di pulizia e della sua importanza. Verrà poi proposto l’avanzamento di un progetto di educazione sanitaria a livello nazionale finalizzato alla promozione della pulizia da viscere dell’animale. Grazie all’eliminazione dell’epato-pancreas viene ridotto di molto la quantità di contaminanti nelle carni per quel 80% dei consumatori che utilizzano l’animale vivo ed integro in cucina.

Facciamo ancora i nostri più sentiti complimenti a Diana, per la brillante tesi, coronamento della sua carriera universitaria.

Gruppo Minerva

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