Movimentazione dei carichi e come valutarla

La maggior parte delle denunce di malattie professionali hanno come oggetto la movimentazione dei carichi. Ciò avviene a causa della mancata formazione o di un non adeguato controllo del datore di lavoro.

Ovviamente i fattori sopra menzionati sono delle cause sommarie, le principali sono descritte nell’allegato XXXIII del TU 81/08, come per esempio caratteristiche del carico, sforzo fisico richiesto e così via.

Differenziazione dei settori

Poniamo l’accento sul fatto che molto dipende dal settore aziendale in cui opera il lavoratore.

Cioè, è molto più raro trovare una malattia professionale, legata al sovraccarico dell’apparato muscolo scheletrico derivante dalla movimentazione dei carichi, nel settore amministrativo che in quello della logistica.

La movimentazione dei carichi secondo il T.U. 81/08.

Il TU cita la movimentazione dei carichi ma, non è all’interno dell’81/08 che si specificano le tecniche per valutare il rischio della movimentazione dei carichi e i limiti da rispettare. Bisogna perciò, vedere le Norme Tecniche (ISO 11228 Part.1, 2 e 3 ) perché tutto si basa su quelle.

Con l’estensione dell’argomento nell’allegato trentatré del TU 81/08.

Un esempio per la gestione della movimentazione dei carichi

Da qualche tempo seguiamo e curiamo la sicurezza per una società leader nel settore della logistica con uno dei più grandi magazzini del centro Italia.

Il modello utilizzato nel DVR era il NIOSH semplice, che era incompleto per la nostra fattispecie.

Di conseguenza, abbiamo ritenuto di ampliare la stessa valutazione della movimentazione dei carichi su richiesta dell’organo ispettivo, utilizzando un modello di calcolo, su base del NIOSH, fornito dall’EPM (Ergonomics of Posture and Movement); VLI (Variable Lifting Index).

Tale considerazione è stata apportata poiché il Niosh, che è utilizzato per ogni singola azione di sollevamento, prende in considerazione carico per carico singolarmente, senza tenere conto dell’insieme di tutti i compiti svolti dal singolo lavoratore.

Pertanto utilizzando il primo modello citato, nel caso specifico, non veniva fornito un unico valore indicativo del livello di rischio a cui il lavoratore era esposto, ma forniva più valori relativi a ciascun movimento e peso sollevato.

Il modello Niosh per compiti semplici è consigliabile se il lavoratore solleva soltanto carichi uguali con la stesso peso.

Il V.L.I., invece, ci ha permesso di avere un indice finale, in merito alla movimentazione dei carichi diversi che il lavoratore solleva durante una giornata.

Il fattore altezza nella movimentazione dei carichi

Il fattore decisivo nei calcoli per il nostro, infine, è l’altezza da terra del carico da movimentare.

L’altezza porta il dipendente ad assumere delle posture irregolari, se il pacco da spostare è troppo alto o troppo basso.

Dalle valutazioni dei nostri tecnici, eseguite tramite il modello V.L.I. si è, infatti, evidenziato che il rischio sarebbe diminuito esponenzialmente, mettendo tutti i carichi ad un’altezza pari almeno a sessanta centimetri dal suolo.

La movimentazione dei carichi nella logistica è un rischio da non sottovalutare, esso deve infatti essere gestito nel miglior modo possibile, per poter garantire al dipendente un lavoro sicuro.

Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare le nuove strutture di logistica a strutturare i loro magazzini con scaffalature che partano da un’altezza sufficientemente adeguata.

Gruppo Minerva

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